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Progetti >> Fondi Speciali >> Archivio di Stato di Cosenza
 
 CANTIERI ARCHIVISTICI IN CALABRIA:
1) COSENZA L’ex Convento di S. Francesco di Paola  
a cura di Mauro Ceci (*)

Luogo di intenso culto a Cosenza e non solo, il complesso architettonico e religioso di S.Francesco di Paola, come è possibile leggere nelle note seguenti, è stato oggetto di numerose vicissitudini religiose, politiche e sociali: centro religioso, caserma, rifugio di sfollati, fino ad arrivare all’attuale recupero e nuova destinazione d’uso, quale futura sede dell’Archivio di Stato. Anche sotto l’aspetto religioso è stato trovato un “compromesso” per l’utilizzazione di parte del convento dopo 143 anni del ritorno dei Minimi a S. Francesco di Paola.

I lavori di restauro, consolidamento, adeguamento impiantistico ed archivistico.
Dopo un lungo iter progettuale iniziato nel 1997, con la stesura progettuale e le relative approvazioni istituzionali (soprintendenza, comune, genio civile, VVF, Asl, ecc.), solo nel novembre 2001 sono iniziati i lavori, grazie anche ad un provvidenziale finanziamento di 12.000.000.000 di lire del C.I.P.E.
Sono stati lavori lunghi e laboriosi, con diversi eventi accaduti nel corso degli anni che hanno condizionato la tempistica inizialmente prevista (alluvioni, scosse sismiche, ecc.).
Ma nonostante gli “imprevisti” è stato possibile realizzare una serie di interventi significativi ed emblematici nell’immobile, che ne permetteranno una migliore ed accurata conservazione del patrimonio archivistico ed anche una fruizione per l’intera cittadinanza di Cosenza.
Sommariamente (in questa sede) possiamo descrivere gli interventi realizzati:
- al piano terra: deposito archivistico, per circa 3.000 ml. di ripiani di scaffalature metalliche; laboratorio di restauro; portineria. In questo livello, dove non esiste nessuna barriera architettonica, si trovano inseriti tre ascensori, per l’accesso ai piani superiori, ed un’altro ascensore che accede ai due livelli interrati dei depositi archivistici sul piazzale di via Paparelle.
- al primo piano: principale destinazione alla fruizione pubblica, con una sala studio monumentale su due livelli, con un’altra monumentale biblioteca sempre su due livelli, ed un’attiguo laboratorio fotografico. Nelle aree rimanenti sono stati realizzati con moderne pareti attrezzate gli uffici per il personale dell’Archivio.
- al secondo piano: nell’area soprastante la chiesa di S. Salvatore sono stati realizzati, sempre con pareti attrezzate, gli uffici amministrativi e gli uffici tecnici; mentre, sul lato prospicente via Paparelle è stata realizzata una monumentale sala conferenze di oltre 150 posti ed una sala esposizione per mostre temporanee e permamenti.
 
Cenni storici dell'immobile
 
L'ex Caserma Domenico Moro, un edificio di fondazione conventuale che la "Cronaca manoscritta del Bosco" (1) fa risalire al 1510, anno in cui i Padri Minimi, giunti da Paola a Cosenza, furono ospitati temporaneamente nei locali di un oratorio intitolato alla Madonna di Loreto ubicato sullo stesso sito ove oggi sorge la chiesa di S. Francesco di Paola.
L'ex complesso conventuale per opera del Padre Bernardino di Cropalati, fu il primo convento sorto dopo la morte del Santo; originariamente costituito da un chiostro a colonnato, un refettorio coperto a volta e da un grande dormitorio, fu successivamente ampliato e trasformato in uno dei conventi più importanti della provincia a testimonianza del ruolo di grande prestigio che ha sempre accompagnato l'apostolato di S. Francesco di Paola nella cultura del popolo cosentino. (2)
Le vicende storiche dell'ex Convento si intrecciano con quella della vicina chiesa di S. Salvatore che, sotto il pontificato di Pio IV e la guida dell'Arcivescovo di Cosenza, Tommaso Tilese, nel 1567 ampliò l'originario impianto con l'infermeria.
Stabilitivisi gli studi dell'Ordine, nel 1608 il Convento ottenne dal Viceré di Napoli il privilegio che concedeva l'immunità ai malfattori che vi si fossero rifugiati.
Del 1703 l'istituzione del Seminario dei Minimi. In questo periodo le opere realizzate insistono prevalentemente nei maggiori complessi monastici e anche in alcune più contenute costruzioni religiose: particolarmente importante la Congregazione del Salvatore de' Mastri Sartori, limitrofa alla chiesa di S. Francesco da Paola, con il portale realizzato nel 1703, dove prevalgono le forme tardo - rinascimentali, con reminiscenze medievali, tipiche delle maestranze roglianesi.
Già nel 1720 il complesso conventuale è costituito dalla Chiesa "ridotta alla moderna", trasformata e decorata con stucchi barocchi, con un magnifico "capo altare", un chiostro con colonne "ad un pezzo di piperno", un ampio Refettorio "a lamia" e, nella zona soprastante, un grande dormitorio a due ale completamente ridisegnato all'interno dal maestro napoletano Giovanni Calieri.
Durante il provincialato di P. Bernardino di Bernardis, nel 1754, l'infermeria fu trasferita nelle stanze provincializie in una delle quali fu anche collocata la biblioteca. Di questa epoca sono i locali annessi all'abside della chiesa.
Alla fine del XVIII secolo tra gli enti ecclesiastici possessori di una notevole quantità di terreni (tra 800 e 100 moggia) in ordine decrescente erano i conventi: S. Teresa, S. Domenico, S. Domenico, S. Francesco di Paola, S. Maria di Costantinopoli, Vergini, S. Chiara, Gesuiti, S. Maria del Carmine.
Nel 1810 il monastero, per effetto delle leggi sulla soppressione dell'asse ecclesiastico, fu soppresso, e passò dapprima al Seminario Diocesano, e nel 1814 alla Provincia. Nel 1820 la Provincia lo permutò con il Comune, in cambio del Monastero di Costantinopoli.
Tra i progetti varati dalla pubblica amministrazione ai fini della riorganizzazione delle funzioni amministrative vi era prioritariamente l'acquisizione di una nuova casa comunale.
Nel 1818, ad opera dell'intendente Mandarino, iniziarono i lavori nelle fabbriche del convento di Costantinopoli, da ridurre a sede dell'Intendenza, mentre si spostava il padiglione militare, ivi localizzato, nel convento di S. Francesco di Paola, all'epoca in parte adibito a Seminario diocesano e Vescovado.(10)  Quest'ultimo venne in seguito trasferito nell'attuale palazzo vescovile.
La chiesa, ceduta anch'essa al comune, si deliberò (1820) di mantenerla al culto, mentre il giardino fu concesso in censo, nel 1821, a Pietro Salfi. Lo stesso Salfi, due anni dopo, nel 1823,ottenne anche il fondo denominato "Paparelle" (5).
Nelle fabbriche del soppresso convento dei Paolotti furono concentrati numerosi uffici pubblici e servizi che - sebbene in difficoltà per la mancanza di un'adeguata strada lastricata di collegamento - andarono a costituire un consistente polo di funzioni: le "officine finanziarie" quelle delle Poste ed anche un locale per la "maestra delle fanciulle" e, con delibera del 13 giugno 1838, gli uffici di leva (3) .
Ma il fabbricato era in pessime condizioni statiche, tanto che, nel 1853, si dovette puntellare per evitarne il crollo (4).
Nel 1832, un violento terremoto della durata di tre minuti, prima rotatorio e poi sussultorio, colpì il Marchesato con epicentro a Cutro, sconvolgendo i comuni limitrofi fino a Catanzaro. I morti furono 234. Il terremoto fu accompagnato da maremoto e si riscontrarono profondi sconvolgimenti del terreno nella valle del Tacina. Nel 1835, la fiancata sinistra del Vallo del Crati e parte della destra tremò paurosamente per 20 secondi. Cosenza e Rende subirono danni in tutti gli edifici. Le vittime furono più di duecento.(11)
Nel 1836, il sisma si abbatté su Rossano di notte e durò due minuti, con un alto numero di vittime (589). Nel 1854, il terremoto sconquassò Cosenza, il Vallo del Crati e la Sila, fu breve ma intensissimo e causò morte e distruzione. Danni di varia natura ed entità si riscontrarono in quasi tutte le strutture pubbliche. In quelle religiose, nel convento delle Cappuccinelle, nel collegio dei Gesuiti, nella Cattedrale, nel Seminario Diocesano, nell'Episcopio e nelle chiese di S.Nicola e di S.Gaetano e in S. Francesco di Paola, dove fu necessario demolire l'ultimo piano del convento (7)  (12).
Parte del fabbricato dell'ex Convento di S. Francesco di Paola fu restituita ai Paolotti con rescritto di Ferdinando di Borbone del 22 marzo 1854, pur rimanendo in parte adibito ad "officina finanziaria e bollo" (6) tra le proteste del Comune; la cessione del rimanente Monastero, che fu effettuata l'anno successivo.
Il convento rimase abitazione del Vescovo e Seminario fino al 1857, anno in cui fu restituito, per volontà di Ferdinando III, ai padri Minimi che vi aprirono un "ospizio". Nuovamente soppresso nel 1860 l'ex complesso Conventuale fu destinato ad uso militare come Caserma "Domenico Moro" nome con cui oggi è conosciuto: il Convento dei Paolotti fu oggetto di un'annosa disputa nei decenni seguenti tra il Comune di Cosenza e la Casa Ecclesiastica, mentre la chiesa adiacente divenne sede dell' Arciconfraternita di S. Maria del Suffragio. (9)
Solo nel 1929 i frati ritornarono in possesso del Convento occupandolo parzialmente e ripresero ad officiare la chiesa. Grandi sacrifici sono stati richiesti a quei Religiosi, costretti ad abitare in locali di ripiego (8).
Nel recente dopoguerra (1945) fu utilizzato dagli sfollati, finché non ritornò nel 1980, in possesso dei Paolotti, ma il complesso era ridotto allo stato di rudere. In tale stato, il 7 ottobre 1980 venne acquistato dai frati per L. 36.000.000. Nelle more della registrazione del contratto, fu avviato il restauro conservativo che fece lievitare il valore a L.750.000.000, per cui il Ministero delle Finanze, il 1° giugno 1982 restituì non approvato l'atto di compravendita in quanto il prezzo convenuto era divenuto incongruo. Dopo varie vicissitudini con la contigua Chiesa di S. Francesco di Paola sulla consegna dell'ex Convento, il 18 gennaio 1997 fu convocata un'apposita conferenza dei servizi durante la quale furono parzialmente accolte le richieste dei frati. Mentre l'Archivio ha subito ricevuto i locali assegnati e i lavori di adeguamento, dopo una particolare progettazione finalizzata al restauro, consolidamento, adeguamento normativo impiantistico ed archivistico, poterono essere avviati nel 7 novembre 2001.
 
Il Convento, a pianta quadrangolare, si articola attorno ad un chiostro quadrato a due ordini con portico inferiore retto da colonne monolitiche in pietra e volte a crociera sui corridoi. Il portico superiore è retto da colonne monolitiche e coperto da un tetto ad una falda e coppi.
Dell'uso improprio che il monumento ha avuto nel corso dei secoli, sia l'impianto architettonico e distributivo, sia gli affreschi che decorrano le pareti del chiostro, portando i segni indelebili, ma conserva sempre nel contesto urbanistico della città antica la sua funzione polarizzante d'attività sociali, culturali e religiose.
 
RISULTATI OTTENUTI CON LA RIQUALIFICAZIONE DELL’IMMOBILE
* Sala studio e biblioteca: librerie lignee per oltre 12.000 volumi;
* 12 posti-utenti con postazioni informatiche;
* Sala conferenze (per 150 posti) e spazi espositivi per mostre temporanee (100 mq.);
* Depositi archivistici con scaffalature compatte motorizzate, per circa 10.000 ml. di ripiani;
* 90 posti di lavoro per funzionari ministeriali;
* Laboratorio di restauro;
* Laboratorio fotografico;
* Sistema di recupero acque meteorologiche per  l’accumulo idrico antincendio.
... e non per ultimo IL RECUPERO FUNZIONALE DI UNA EMERGENZA ARCHITETTONICA DELLA CITTA’ DI COSENZA.
 
SCHEDA TECNICA:
- Direttore dell’Archivio di Stato
  Dr.ssa Assunta CAIRO (fase iniziale procedure)
  Dr.ssa Maria Letizia FAZIO;
- Responsabile del Procedimento: Arch. Massimo TIBALLI - Ufficio Tecnico Edilizia Archivistica, Roma;
- Progettista e D.L.: Arch. Mauro CECI - Ufficio Tecnico Edilizia Archivistica, Roma;
- Progettista strutturale: Ing. Giuseppe Nicola GALLO, Cosenza
- Progettista impianti: Ing. Michele IMBROGNO, Cosenza
- Direttore operativo e Responsabile 494: ing. Vincenzo DE CARO, Cosenza;
- Ispettore di Cantiere: geom Romano DI BONA, Archivio di Stato di Cosenza;
- Impresa esecutrice interventi edili ed impianti -  A.T.I. CAPARELLI - SILES - LATELLA - Montalto Uffugo CS;
- Arredi: Ditta KAM srl - Latina;
- Scaffalature compatte: Ditta TECHNARREDI srl - Segrate MI;
- Importo totale dell’intervento: euro 6.793.000.
 
Note:
 
1. CRONACA DEL BOSCO o della vera origine della Città di Cosenza e del suo accrescimento ed ragguaglio della fondazione della Chiesa Arcivescovile, suoi prelati, delle parrocchie, dei conventi dei frati, monasteri di donne, ed altro notabile della Regia Udienza Provinciale e i suoi vicerè e presidi…(129 fogli manoscritti, senza data, conservati presso la Biblioteca Civica di Cosenza).
 
2. Pirro Caracciolo favorì i Minori Osservanti, che aprirono in diocesi diversi conventi; ma la gloria sua più grande è la protezione accordata a S. Francesco di Paola e al suo Ordine, i quali ripetono da lui la prima approvazione scritta delle proprie regole e l'esenzione dalla giurisdizione vescovile, con la bolla del 30 novembre 1471, che preparò e sollecitò la sanzione papale al nuovo Istituto. Difatti i documenti dell'Archivio Vaticano ricordano una sua visita ad limina il 24 dicembre 1471; poco dopo la pubblicazione della bolla di approvazione dell'Ordine dei Minimi; e un'altra visita il 21 maggio 1473 (Arch. Vat. 29, t. 36, f. 63, f. 191). Appena un  mese dopo, e precisamente il 19 giugno 1473, Sisto IV approvò l'erezione della cappella costruita dal Santo a Paola "in conventum seu eremitorium eius et sociorum eius", accordando alla nascente Congregazione i privilegi degli Eremiti del B. Pietro da Pisa o Gerolamini, e incaricando il Vescovo di S. Marco di condurre un'inchiesta, in vista dell'approvazione della Regola.
Veniva così accordata la sanzione pontifica per merito soprattutto del Caracciolo, ed i Minimi hanno conservato riconoscenza al loro munifico benefattore, scolpendone il ricordo in una lapide murata nella loro chiesa di S. Francesco da Paola a Cosenza nel 1536, primo centenario della fondazione: PYRRO CARACCIOLO ARCHIEPIS: CUSENTIN. OB TRIBUTAM B.P.FRANCISCO APULANO ECCLESIAS ET COENOBIA CONTRUENDI FACULTATEM, EIUSDEMQUE ORDINIS APPROBATIONEM ET CONFIRMATIONEM, EXIMIA IRROGATA PRIVILEGIA SIXTI IV, ALEXANDRI VI, IULII II, COETERORUMQUE ROM. PONTIF. AUTHORITATE FIRMATA, PATRES HUIUS CONVENTUS GRATI ANIMI MONUMENTUM POSUERUNT AN.DOM. MDXXXVI.
 
3. Archivio Comunale di Cosenza. A.D., delibera 13 giugno 1838.
 
4. Archivio Comunale di Cosenza. A.D., delibera 10 febbraio 1853.
 
5. Archivio di Stato di Cosenza, A.A. B. 14, f. 6.
 
6. Archivio Comunale di Cosenza. A.D., delibera 12 febbraio 1854.
 
7. Archivio Comunale di Cosenza. Per i danni causati dal terremoto del 1854 cfr. anche ivi, B. 62, f. 113, Commissione edilizia, elenco delle opere urgenti: 11 marzo e 8 marzo 1854; ivi, B. 63, f. 28, 8 marzo 1854; ivi, B. 66, f. 8, quadro sinottico, 25 marzo 1854; ivi, B. 63, f. 30, 18 febbraio 1854; ivi, B. 62, f.11, 19 aprile.
 
8. Dal Russo, pag. 554: "C'è da sperare che, in seguito ai danni della seconda Guerra Mondiale, alcuni locali dell'attigua caserma vengano restituiti ai legittimi padroni, perché l'antico convento ritorni ad essere quel centro di vita religiosa e culturale, che è stato nel passato".
 
9. Con verbale del 17 marzo 1867, sotto il priorato di Ferdinando Alessio.
 
10. Cosenza, 4-8 giugno 1818 - Contratto d'appalto per l'esecuzione di lavori nel soppresso monastero di S. Francesco di Paola "onde ridursi ad Episcopio della Diocesi di Cosenza" in conformità degli ordini del Governo.
Intendenza di C.C. - Opere di conto provinciale "Edifici pubblici", Busta 1, Fascicolo, 11
 
11. Cosenza, 26 ottobre 1835            - Stima dei lavori di ripristino dei locali del Convento di S. Francesco di Paola che ospitano le officine Finanziarie e gli alloggi degli Ufficiali di Gendarmeria, danneggiati dal terremoto del 12 e 13 ottobre 1835.
Comune di Cosenza - Archivio antico, Busta 22, fascicolo 162
 
12. Cosenza, 1854 - Progetto dei lavori di ripristino da eseguirsi nel Convento di S. Francesco di Paola, attualmente adibito ad Officine dei Dazi Diretti ed Indiretti.
Comune di Cosenza - Archivio Antico - Busta 44, fascicolo 340
 
BIBLIOGRAFIA
 
* ARCHIVIO STORICO DELLA CALABRIA I (1913) 5;
* CALABRIA NOBILISSIMA, V, (1951) 1-2;
* MINICUCCI C., COSENZA SACRA. Cosenza, ed. D. Chiappetta, Anno XI, pp. 141-151;
* RUSSO P. Francesco - STORIA DELLA ARCIDIOCESI DI COSENZA. Rinascita Artistica Editrice, Cosenza, 1957;
* GUGLIELMO L., ESPOSITO OP., SAN DOMENICO DI COSENZA, 1447 - 1863. Vita civile e religiosa nel Meridione, in "Memorie Domenicane", nuova serie, 1975, n.5. "Centro Riviste", Padri Domenicani, Pistoia;
* CECCARELLI Aldo, COSENZA SUL FINIRE DEL XVI SECOLO. Ed. Frama Sud, 1978;
* STANCATI Enzo - COSENZA. Toponomastica e monumenti. Brenner, Cosenza, 1979. Pp.98-100.
* BRUTIUM. LX (1981) 1;
* GAUDIO F., MARAFFA P. - CONSOLIDAMENTO ED ADEGUAMENTO SISMICO DEL CHIOSTRO ANNESSO AL COMPLESSO MONUMENTALE DI S. FRANCESCO DI PAOLA (EX CASERMA MORO) NEL CENTRO STORICO DI COSENZA, in "Atti ASSIRCCO, Prato 1992, pp.171-179;
* PRESCIA Renata - STORIA E RESTAURI DELL'ABBAZIA DI SAN MARTINO DELLE SCALE. Medina, Palermo, 1995, pag. 74;
* RUBINO E. Gregorio, TETI Maria Adele - LE CITTA' NELLA STORIA D'ITALIA: COSENZA. Laterza, 1997. pp. 41-42, 63, 79-80, 86, 90, 146-147;
* GARRO Antonio, Cosenza. Archivio di Stato nella Caserma Moro, in "Gazzetta del Sud", Cosenza, 28/2/2006;
* Dopo 143 anni i Minimi di San Francesco di Paola tornano nel loro convento di Cosenza, in "NUOVA COSENZA.COM", 13/05/2008;
 
(*) Architetto, progettista e direttore dei lavori - Ufficio Tecnico per l’Edilizia Archivistica - Roma

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